Saldo positivo di imprese nel secondo trimestre
La crescita è trainata dai servizi. Spinta dall’area urbana e dalla montagna
Il bilancio della provincia di Bergamo
Nel secondo trimestre del 2026, la provincia di Bergamo ha registrato 1.313 nuove iscrizioni e 1.053 cessazioni, per un saldo positivo di 270 unità, in crescita rispetto alle 156 dello stesso periodo dell’anno precedente. Il tasso di crescita complessivo, pari al (+0,29%), risulta inferiore sia alla media regionale (+0,58%) che a quella nazionale (+0,56%). Al 30 giugno 2026, si contano 90.979 imprese registrate, di cui 83.205 attive.
Geografia dell’impresa: positive l’area urbana, la montagna e la collina
L’area urbana ha registrato un saldo positivo di +147 imprese (+0,48%), raggiungendo 30.422 unità registrate. Segno positivo anche per la montagna (+0,52%, +68 posizioni) e la collina (+0,28%, +53 posizioni). La pianura ha invece mostrato una lieve flessione, con un saldo di -8 che porta il totale a 28.461 unità registrate.
Tra i comuni, la migliore performance spetta alla città di Bergamo, con un saldo attivo di 91 imprese (+0,55%). Segue Zogno (+12), mentre i restanti 124 comuni in territorio positivo hanno registrato incrementi pari o inferiori alle 10 unità. I comuni a saldo nullo sono 59, mentre altrettanti presentano un segno negativo, guidati da Treviglio (-9).
Le forme giuridiche: le società di capitali fanno da traino
I trend decennali si confermano anche in questo trimestre, trainato dalle società di capitali: queste registrano un saldo di +177 unità (428 iscrizioni contro 251 cessazioni) e un tasso di crescita del +0,55%. Le imprese individuali, pur mantenendo il primato numerico con uno stock di 43.302 unità, crescono del +0,13% (+58 posizioni). Le società di persone registrano una lieve crescita (+6 unità), mentre le altre forme giuridiche (principalmente cooperative) chiudono con un saldo di +19 imprese e un tasso di crescita del +0,97%.
I settori: i maggiori incrementi nelle attività professionali scientifiche e tecniche e nelle attività finanziarie e assicurative
Le performance migliori nel trimestre riguardano le attività finanziarie e assicurative (+59), seguite dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+58), dagli altri servizi (+55), dai servizi di alloggio e ristorazione (+51) e dalle attività immobiliari (+50). Le diminuzioni più rilevanti si riscontrano nel commercio (-63).
Artigianato: bilancio positivo
Il comparto artigiano chiude il secondo trimestre 2026 con 497 nuove iscrizioni e 443 cessazioni (di cui 357 non d’ufficio), per un saldo complessivo di +54 unità. Al 30 giugno 2026, il numero di imprese registrate è di 28.367, di cui 28.317 attive.
Artigianato: le forme giuridiche
Nel settore artigiano, le società di capitali segnano un saldo positivo di 15 unità (71 iscrizioni a fronte di 56 cessazioni). Le imprese individuali (20.929 unità) crescono di 42 posizioni (+0,20%). In controtendenza le società di persone, che registrano un saldo negativo di -3 unità (-0,08%).
Artigianato: i settori
Le crescite più significative riguardano le altre attività di servizi (+30) e le attività amministrative e di supporto (+26). I cali più consistenti interessano invece le attività manifatturiere (-18) e le costruzioni (-14).
Dichiara il presidente della Camera di commercio, Giovanni Zambonelli: “A Bergamo, così come nel panorama italiano, la crescita è sostenuta in modo determinante dalle società di capitali e dal dinamismo del terziario, con ottime performance nei servizi finanziari, nelle attività professionali e nell'accoglienza. La struttura delle nostre imprese si evolve e si rafforza in un quadro macroeconomico che vede i servizi e l'innovazione come il vero motore dello sviluppo. È un segnale particolarmente incoraggiante vedere come il nostro territorio sappia esprimere forza anche nelle zone montane”.
